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COSPIRAZIONE


Girotondo


Gli apologeti della NASA dicono che non ci siano prove fisiche/materiali per una teoria della cospirazione. Invece c'è una montagna di prove, come le anomalie nelle fotografie e nei video.

Questo rivela un problema fondamentale nella comprensione della natura di ipotesi e di prova da parte dei cospirazionisti .

Un'ipotesi è una proposizione la cui veridicità non è nota, ma che, se fosse vera, spiegherebbe un'insiemi di osservazioni. La prova di tale ipotesi sarebbe qualche altra osservazione (non quella che deve essere spiegata), che potrebbe avvenire se e solo se quella particolare ipotesi è vera, e non, per esempio, qualche altra ipotesi che spiega pure le prime osservazioni.

Se pensate che questo suoni parecchio come il metodo scientifico, avete ragione. Il metodo scientifico usa un esperimento scelto attentamente per mettere alla prova quale di una serie di ipotesi è quella giusta. L'esperimento cerca di vedere prodotti o effetti collaterali che potrebbero essere causati solamente dall'ipotesi che gli scienziati stanno mettendo alla prova.

Però il problema si pone quando cospirazionisti vogliono mettere alla prova un'ipotesi. Non si può usare l'osservazione iniziale come dimostrazione dell'ipotesi. Questo è un esempio di ragionamento errato che i logici chiamano “ragionamento circolare”. L'idea di un ragionamento circolare può essere riassunto al meglio nel dialogo fantasioso che segue:

Sir Bedevere: Perché state cercando di metter al rogo quella donna?
Abitanti del villaggio: Perché è una strega!
Sir Bedevere: Come fate a sapere che è una strega?
Abitanti del villaggio: Bè, non la metteremmo al rogo se non lo fosse!

Per esempio, supponiamo che io osserva che il mio parabrezza è bagnato. Potrei ipotizzare che abbia piovuto recentemente. Ma come lo proverei? Se fossi come gli abitanti del villaggio nel scambio di cui sopra, lo considererei già provato: il parabrezza bagnato prova che ha piovuto. Però il parabrezza bagnato è l'osservazione che stavo cercando di provare. Per sapere se abbia piovuto o no, devo cercare altri segni di una pioggia recente. Per esempio, potrei guardare il cielo e vedere se è nuvoloso. Oppure potrei vedere se le zone circostanti sono anche bagnate. Oppure potrei chiedere a qualcuno che possa avere visto la pioggia.

Devo farlo perché ci sono molte altre ipotesi. Forse il vetro ha “traspirato” qualche tipo di umidità. Forse un innaffiatore nelle vicinanze ha innaffiato la macchina. Devo trovare qualche modo per scegliere un'ipotesi sopra le altre. Non posso semplicemente citare il parabrezza bagnato come prova. Devo trovare delle prove che non abbia a che fare con il parabrezza, ma che abbia a che fare con il processo che io ipotizzo.

Usando il ragionamento circolare posso mettere ciascuna di queste ipotesi in un sillogismo e dire:

  • Il mio parabrezza è bagnato, perciò ha piovuto.
  • Il mio parabrezza è bagnato, perciò il vetro ha perso dell'umidità.
  • Il mio parabrezza è bagnato, perciò un innaffiatore ha bagnato la mia macchina.

Tutte tre le ipotesi sembrano ragionevoli, ma non possono essere tutte quante corrette. Posso far un'ipotesi assurda e dire che il mio parabrezza è bagnato perché degli extraterrestri controllati da Pippo Baudo e Maurizio Costanzo mi stanno spiando e hanno sparso quell'umidità sul parabrezza per assorbire le mie onde cerebrali. La “prova” sarebbe allora:

  • Il mio parabrezza è bagnato, perciò Pippo Baudo e Maurizio Costanzo stanno spiando le mie onde cerebrali usando tecnologia aliena.

Sì, suona assurdo. L'idea è di mostrare che un modo di ragionare che può produrre conclusioni così assurde, non può essere un modo di ragionare valido. Ragionamenti circolari sono “tautologici”, cioè sono sempre veri. Sono veri non perché arrivano ad una conclusione valida, ma perché sono costruiti per essere veri independentemente da quali conclusioni o premesse sono usate. Per questo non sono utili per dimostrare alcunché.

Consideriamo un esempio che coinvolga dati dal programma Apollo.

I cospirazionisti osservano che in certe fotografie di Apollo i “fiduciali” (croci di collimazione, come nei mirini a cannocchiale per fucili) sembrano passare dietro oggetti nella foto. Essi ipotizzano che le foto sono state prodotte in un laboratorio con teccniche di “taglia e incolla”. Quest'ipotesi, se fosse vera, spiegherebbe l'osservazione. Se un tecnico di laboratorio fotografico ha incollato un oggetto in una foto che contiene già i fiduciali, egli avrebbe potuto coprire un fiduciale sovrapponendovi l'oggetto.

Ma come provare questa ipotesi? Sfortunatamente la maggior parte dei cospirazionisti semplicemente usano il ragionamento circolare. Quando richiesti di dare delle prove che un laboratorio fotografico abbia prodotto le foto di Apollo, essi puntano ai fiduciali mancanti e dicono “Vedete? Mancano i fiduciali, pertanto le foto sono state create in un laboratorio.”

Però persone ragionevoli non sono convinte dal ragioanmento tautologico, e non dovrebbero esserlo. Quando diciamo che non c'è prova a sostegno di tali ipotesi, intendiamo che non c'è prova che senza ombra di dubbio dimostri che un laboratorio abbia prodotto le foto. I cospirazionisti devono provvedere ulteriori prove che non siano ambigue e possano essere spiegate solo con la loro ipotesi. Per esempio, essi potrebbero cercare un aumento nell'attività di laboratori fotografici finanziati dal governo. Potrebbero cercare di documentare l'acquisto da parte della NASA di strumenti e forniture, che possano essere utilizzati solamente in un laboratorio fotografico in cui si falsificano immagini, invece semplicemente di svilupparle. Potrebbero persino cercare qualche persona che abbia partecipato in questa presunta falsificazione di fotografie.

L'assenza di un fiduciale non prova l'esistenza di un laboratorio fotografico precedentemente ignoto, più di quanto il desiderio degli abitanti del villaggio di bruciare una donna provi che lei sia una strega.


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